maddalena sofia e lItalia
      
                                                                                                         

936972 517156381666184 612469885 nIn Italia S.Maddalena Sofia Barat non è conosciuta se non da un piccolo gruppo di ex alunne. Perché? Non certo perché non è italiana, ma perché le RSCJ, più o meno in tutte le case, hanno soprattutto messo al centro dell’opera educativa la figura di Gesù e la devozione a Maria (Mater, l’Immacolata, la Madre dei dolori).

Negli anni 1950/60 il Messaggio ebbe un posto particolare, in modo speciale nel Noviziato di Frascati, dove la presenza della M. de Lescure era forte.

A chi desiderava entrare nella Società, prima del Concilio, le RSCJ italiane offrivano i due volumi di Mons. Baunard, in un italiano di fine ottocento o la vita scritta dal card. Ferrata o un opuscolo con una breve sintesi della vita della fondatrice. Per chi capiva il francese c’era…. qualcosa di più. Al Noviziato si trovavano “La vie della Vén. Mère Barat”(A. Cahier), “Les loisirs de l’abbaye”, L’ésprit et les vertus”, “Travail et prière” e, per chi voleva andare più a fondo, alcune lettere, qualche conferenza, i pensieri e le massime della S. Madre.SB-Palermo II-Lombardo

“All’ombra del Vaticano” e “Nata dal fuoco”, due biografie scritte da nostre religiose rimaste anonime, furono abbastanza conosciute, ma erano opere divulgative.

Bisognò attendere la fine del Concilio per sentire parlare di carisma e il testo di M. Th. Virnot fu tradotto in italiano, mentre J. de Charry, oltre a scrivere una biografia di Maddalena Sofia, cominciò ad approfondire le Costituzioni e D. Sadoux col P. Gervais SJ affrontò il problema della vita religiosa: opere poderose, in francese e non accessibili a tutti.

Nel 1965, per il primo centenario della morte della Madre, lo spagnolo Ortega scrisse “ Una santa di ieri e di oggi”. Il libro, di facile lettura, tuttavia fu tradotto in italiano solo nel 1979 e solo allora fu letto da molte italiane.

E all’estero? Non solo in Francia, dove M. Luirard divenne la storica degli ultimi 30 anni, ma anche in molte altre nazioni Sophie fu fatta conoscere nei modi più diversi e la bibliografia non manca…

Ho letto molto sulla Santa Madre, soprattutto le sue lettere e le conferenze che sono le fonti sicure del suo pensiero, ma ho apprezzato anche i fascicoli che Claire Dykmans spediva da Bruxelles, usando mezzi poveri: ciclostilati con copertine vivaci e foto del tempo. Claire permise di avere una conoscenza per “tematiche” della vita e delle relazioni di Sophie, scegliendo e selezionando quanto riteneva importante per conoscerla.

Tuttavia la biografia di Maddalena Sofia che Phil Kilroy presentò al capitolo 2000 e che fu subito tradotta in francese e, forse, in altre lingue, è l’opera che mi ha fatto conoscere meglio ed amare di più la S. Madre. Phil, con uno studio serio e libero da condizionamenti, ci ha presentato Sophie con luci ed ombre, non solo come fondatrice e santa, ma come donna che da un piccolo paese della Francia si trovò a vivere in un mondo aperto e in tempi difficili. Questo libro, che in Italia non molte sorelle hanno letto, non è stato da tutte apprezzato proprio per quei pregi che me lo hanno fatto amare. E solo alcuni capitoli sono stati tradottiin italiano.

Finalmente, nel 2009, la storica torinese Cristina Siccardi scrisse una biografia, breve ma Icona della santa Madre di Anna Scialabba PA 2interessante “Tutto il mondo in un solo cuore” edita da San Paolo. In ogni città abbiamo cercato di distribuirla, regalarla, venderla, ma proprio a Torino la Libreria San Paolo, che della Siccardi espone tutto … non ha mai messo in vetrina questo libro e ciò mi ha sempre lasciato un grande interrogativo.

Oggi in Italia Josefa Menendez è più nota di Sophie Barat. Strano? Direi: logico. Non solo perché è mancata un produzione italiana capace d’interessare grandi e piccoli, studiosi e gente semplice, ma, forse, perché in 150 anni non abbiamo saputo ”investire” e “spendere” per produrre e diffondere la storia di una Donna che nella nostra penisola visse e fondò tante case. Se siamo obiettive, dobbiamo riconoscerlo.

 

Avigliana 25 maggio 2015                                               R. Gulisano

 

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