tomba

 

 

Fino alla morte

 

E così, il 19 giugno 1842, a poco meno di un anno dal suo arrivo a Sugar Creek, Padre Verhaegen scorta Filippina nel suo ritorno a Saint Charles, dove viene accolta dalla comunità.

FilippaviglianabisbisPassato il tempo dell’ideale, del desiderio, del sogno, del lungo cammino e della realizzazione … è ora il tempo del ricordo, del ringraziamento, della preghiera e dell’offerta fino all’ultimo respiro e oltre.

Quel viaggio di ritorno dovette essere ancora più penoso del precedente. Non era più la gioiosa certezza dell’avverarsi del desiderio della sua vita a sostenere Filippina nelle rudi difficoltà del viaggio. Ora portava in cuore il senso doloroso del fallimento: non era stata capace di “farsi” ai suoi amati Potawatomis: troppo freddo il loro clima, troppo rude la loro vita, troppo difficile la loro lingua…

Filippina ritornava, però, ancor più carica del tesoro del suo dono totale: chiamata a consegnare al Cuore di Gesù tutto senza esclusioni. Ritornava, Filippina col cuore carico di quel popolo tanto desiderato, carico della preghiera incessante vissuta in mezzo a loro e che tanto aveva detto loro di Dio, carica, anche del loro affetto e della loro riconoscenza.

Li lasciava … e li portava con sé.

E a St. Charles?

sediaRiprende il suo posto: il più scomodo [un sottoscala per dormire], il più umile [rammendare, pelare patate …], il più orantesottoscala1 [ormai è “la donna che prega sempre” …], ma al tempo stesso anche il più indaffarato: si tiene informata sugli Annali di Propaganda Fide e su quelli della Società del Sacro Cuore, continua a scrivere, tessere relazioni … e pregare.

Così fino al 1852.

Sempre più viva e sempre più fragile.

Le ultime grandi gioie missionarie sono la ripresa della corrispondenza con la Madre Barat, la visita della nipote Aloisia Juve, ora anche lei Religiosa del Sacro Cuore, in viaggio verso la missione del Canada e l’incontro proprio due giorni prima della sua morte, con la Madre Anna du Rousier, visitatrice generale venuta da Parigi per fare la visita delle case d’America. È un giorno freddo e piovoso e Madre du Rousier non sta bene, ma informata che i giorni di Filippina stanno giungendo al termine, vuole assolutamente fare il viaggio da Saint Louis. Trova Filippina molto debole, ma alla domanda di benedirla, Filippina traccia una croce sulla sua fronte. “Posso ancora sentire quella croce” scriverà dopo qualche tempo la Madre du Rousier. Una tradizione orale dice che si scambiano le croci di croceprofessione. Nessuna delle due sapeva allora che l’anno seguente la Madre du Rousier sarebbe stata la fondatrice di due nuove fondazioni una in Cile e poi una in Perù e, secondo la tradizione, porterà fino alla morte la croce di professione di Filippina… che così prolungherà il suo cammino missionario oltre la morte del suo corpo

Filippina va sempre più indebolendosi, e muore il 18 novembre 1852, al suono dell’Angelus di mezzogiorno.

La relazione del suo funerale nel giornale della Comunità si conclude: “Abbiamo preso il suo dagherrotipo, nel caso un giorno venga canonizzata”!

 

dagherrotipo

Commenti   

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