Conoscerla

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Misericordia

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Miseria:
una povertà tanto grande che uno non ne può uscire da solo: ha bisogno che un altro lo tiri fuori

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Misericordi
a: vedere e rispondere – vedere che è un voler accogliere col cuore – rispondere con concretezza di vita

 

Gesù: (il “Cuore”) è la misericordia del Padre: la rende sensibile … “quello che abbiamo visto, quello cha abbiamo udito, quello che le nostre mani hanno toccato”, dirà di Lui S. Giovanni

misericordia 3.jpgIn Gesù c'è un fatto emblematico: lo racconta Marco (cap. 6), ma anche gli altri Evangelisti, prima della moltiplicazione dei pani:
se ne andava in disparte con i suoi
ma vide “pecore senza pastore” … non una folla che non lo lasciava = misricordia nello sguardo
“ne ebbe compassione” = misericordia nel cuore
“si mise ad insegnare loro” = misericordia nella vita

 

misericordia 4Anche Sofia:

sognava e attendeva il Carmelo
vide “la miseria del suo popolo”
ne ebbe compassione
… divenne “educatrice”

Così la presenta nelle costituzioni, parlando del rapporto con le giovani:

vedere: non fermarsi all’aspetto e alle qualità esteriori, ma “vedranno anime (il centro intimo della persona) redente dal Sangue di Cristo”

rispondere: avranno per loro uore di madre = “un amore tenero e forte”, ma “tutto attinto nelCuore di Gesù”

… e il cerchio si chiude, perché questo Cuore sarà per loro un libro aperto: lo studieranno nell’orazione a la vita interiore “per unirvisi e conformarvisi”.

 
È conosciuta-Sofia- per l’educazione delle giovani, ma i suoi canali, le sue “opere” per tradurre la misericordia sono 5. Le altre 4 sono:
i poveri, per i quali avere preferenza
i ritiri spirituali, per accompagnare il discernimento e la ripresa
l’ascolto, per accogliere l’altro e la sua e la vita con con-passione
tutti i mezzi alla loro portata: la fantasia e la creatività dell’amore

Per Sofia misericordia è

“Scoprire e manifestare l’amore di Dio per l’umanità”

misericordia 5

 

 

maddalena sofia e lItalia
      
                                                                                                         

936972 517156381666184 612469885 nIn Italia S.Maddalena Sofia Barat non è conosciuta se non da un piccolo gruppo di ex alunne. Perché? Non certo perché non è italiana, ma perché le RSCJ, più o meno in tutte le case, hanno soprattutto messo al centro dell’opera educativa la figura di Gesù e la devozione a Maria (Mater, l’Immacolata, la Madre dei dolori).

Negli anni 1950/60 il Messaggio ebbe un posto particolare, in modo speciale nel Noviziato di Frascati, dove la presenza della M. de Lescure era forte.

A chi desiderava entrare nella Società, prima del Concilio, le RSCJ italiane offrivano i due volumi di Mons. Baunard, in un italiano di fine ottocento o la vita scritta dal card. Ferrata o un opuscolo con una breve sintesi della vita della fondatrice. Per chi capiva il francese c’era…. qualcosa di più. Al Noviziato si trovavano “La vie della Vén. Mère Barat”(A. Cahier), “Les loisirs de l’abbaye”, L’ésprit et les vertus”, “Travail et prière” e, per chi voleva andare più a fondo, alcune lettere, qualche conferenza, i pensieri e le massime della S. Madre.SB-Palermo II-Lombardo

“All’ombra del Vaticano” e “Nata dal fuoco”, due biografie scritte da nostre religiose rimaste anonime, furono abbastanza conosciute, ma erano opere divulgative.

Bisognò attendere la fine del Concilio per sentire parlare di carisma e il testo di M. Th. Virnot fu tradotto in italiano, mentre J. de Charry, oltre a scrivere una biografia di Maddalena Sofia, cominciò ad approfondire le Costituzioni e D. Sadoux col P. Gervais SJ affrontò il problema della vita religiosa: opere poderose, in francese e non accessibili a tutti.

Nel 1965, per il primo centenario della morte della Madre, lo spagnolo Ortega scrisse “ Una santa di ieri e di oggi”. Il libro, di facile lettura, tuttavia fu tradotto in italiano solo nel 1979 e solo allora fu letto da molte italiane.

E all’estero? Non solo in Francia, dove M. Luirard divenne la storica degli ultimi 30 anni, ma anche in molte altre nazioni Sophie fu fatta conoscere nei modi più diversi e la bibliografia non manca…

Ho letto molto sulla Santa Madre, soprattutto le sue lettere e le conferenze che sono le fonti sicure del suo pensiero, ma ho apprezzato anche i fascicoli che Claire Dykmans spediva da Bruxelles, usando mezzi poveri: ciclostilati con copertine vivaci e foto del tempo. Claire permise di avere una conoscenza per “tematiche” della vita e delle relazioni di Sophie, scegliendo e selezionando quanto riteneva importante per conoscerla.

Tuttavia la biografia di Maddalena Sofia che Phil Kilroy presentò al capitolo 2000 e che fu subito tradotta in francese e, forse, in altre lingue, è l’opera che mi ha fatto conoscere meglio ed amare di più la S. Madre. Phil, con uno studio serio e libero da condizionamenti, ci ha presentato Sophie con luci ed ombre, non solo come fondatrice e santa, ma come donna che da un piccolo paese della Francia si trovò a vivere in un mondo aperto e in tempi difficili. Questo libro, che in Italia non molte sorelle hanno letto, non è stato da tutte apprezzato proprio per quei pregi che me lo hanno fatto amare. E solo alcuni capitoli sono stati tradottiin italiano.

Finalmente, nel 2009, la storica torinese Cristina Siccardi scrisse una biografia, breve ma Icona della santa Madre di Anna Scialabba PA 2interessante “Tutto il mondo in un solo cuore” edita da San Paolo. In ogni città abbiamo cercato di distribuirla, regalarla, venderla, ma proprio a Torino la Libreria San Paolo, che della Siccardi espone tutto … non ha mai messo in vetrina questo libro e ciò mi ha sempre lasciato un grande interrogativo.

Oggi in Italia Josefa Menendez è più nota di Sophie Barat. Strano? Direi: logico. Non solo perché è mancata un produzione italiana capace d’interessare grandi e piccoli, studiosi e gente semplice, ma, forse, perché in 150 anni non abbiamo saputo ”investire” e “spendere” per produrre e diffondere la storia di una Donna che nella nostra penisola visse e fondò tante case. Se siamo obiettive, dobbiamo riconoscerlo.

 

Avigliana 25 maggio 2015                                               R. Gulisano

 

25 maggio

 

Festa liturgica di 

 

Santa Maddalena Sofia  Barat

 

S.Madre giardino 

 

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 Vuoi conoscere qualche luogo dove è  passata? clicca su: Santa M. Sofia a Santa Rufina

 

 

Sofia e la Quaresima

 

 

Sofia 1Quaresima

Penitenza – Preghiera – Elemosina

Sono i richiami fondamentali della Quaresima

 

Raccogliendo il pensiero di Sofia dalle sue conferenze e dalle sue lettere:

Penitenza:

“Non ci saranno altre penitenze se non quelle prescritte dalla Chiesa”
Sofia non insiste sulla mortificazione del corpo, ma su quella del cuore: insiste su un’umiltà profonda che è consapevolezza del proprio nulla, della propria fragilità e peccato, che la porta a gettarsi in abbandono confidente nel Tutto di Dio. Perché il Dio-Tutto ha un Cuore ricco di misericordia, tenerezza, compassione e perdono.

Preghiera:

tempo favorevole, la Quaresima, per approfondire e prolungare l’orazione e il raccoglimento, fino a “pregare sempre senza stancarsi mai”, per venire ammesse dalla bontà e tenerezza del Padre all’unione e conformità col Cuore del Figlio che dona lo Spirito.

Elemosina:

“Diffido di una carità che non duole” ci scrive Papa Francesco, introducendoci a questa Quaresima.
Per Sofia elemosina significa condividere la sua colazione col piccolo mendicante, il suo scialle don la donna infreddolita … gesti che sono frutto di una vita semplice, austera, senza ricercatezze, essenziale perché “Chi ha Dio nulla gli manca”.
Elemosina, come condivisione della propria vita: preghiera, conoscenze, disagi, … col povero, mantenendo il volto e il capo “profumato” e senza suonare le campane!
 
Questa statua lignea, ora scomparsa, è una delle antiche immagini di Sofia. Esprime bene il suo sentire nel sereno raccoglimento del suo viso e del suo sguardo chino e nell’essenzialità del pane e dell’acqua che porta e offre, a partire dal cuore.

 

 

 

 

SOFIA … E I VERBI DI PAPA FRANCESCO

 

Camminare – costruire/edificare – confessare Gesù Cristo … e poi custodire

Joigny 13 dicembre1769 – Parigi 25 maggio 1865

 

1. Camminare – descrive la vita di Sofia: un lungo viaggio con i mezzi dell’epoca

  * Da Joigny a Parigi - fino al 1800: è il cammino della sua formazione. La guida severa del fratello ten  de a formare in lei la donna forte e sapiente

Sofia_in_cammino   * Attraverso tutta la Francia sconfinando in Italia, Austria, Svizzera … - dal 1800 in poi: è il cammino della formazione della Società del Sacro cuore, casa dopo casa

* E, con Filippina, oltre l’Oceano in America - dal 1815: è lo spalancare cuore e vita alla misura del mondo … alla misura del Suo Amore

2. Costruire/edificare – è la missione: la forza che la fa uscire dall’attrattiva del chiostro per aprirsi “all’inchiostro”

Ri-costruire/ri-edificare – ri-parare è educare

¨  Le giovani e le loro famiglie – la situazione sociale – la Chiesa

¨ Le lettere: dove non arrivava di persona raggiungeva con la

  parola affidata i corrieri

3. Confessare Gesù Cristo – la passione della sua vita: la glo-  ria del Cuore di Gesù

  • Non le basta conoscere/amare, ma vuole far conoscere/amare
  • Il Cuore:
  • Un Amore incarnato, tenero e forte
  • Un Dio che si fa uomo per raggiungere l’uomo con un Amore   “sensibile” … perché l’uomo possa raggiungerlo, toccarlo

=>   La “gloria”: conoscenza piena che suscita lode

=>   La “gloria”: “Padre, glorifica il Figlio tuo” è un Amore fino alla   croce è per conquistare la resurrezione sua e nostra

4. Custodire – caratteristica tutta femminile della sua relazione   fedele

  * Con Dio: vita interiore/adorazione

  * Con le Religiose: paga di persona per salvare la Società nascente durante la sua prima dolorosa crisi

  * Con le giovani/con tutti: amore “materno”

              * Con la natura: la contemplazione, la cura e la lode per la sua bellezza

              * Con la “cultura”: studio per entrarvi e comunicarla

              * Con la Parola: assaporarla e “conservarla nel cuore”

 

come Maria

 

 

 

Filippina_-_invio


Filippina,

ovvero:

Fino ai confini del

mondo!

 

A prolungare il mese missionario, due grandi figure: una donna Filippina Duchesne (18 novembre) e un uomo Francesco Saverio (3 dicembre).

Il gesuita Francesco partito verso Oriente e morto ai confini della Cina è stato modello e figura di riferimento per Filippina.

About_SacredHeart_Small1Donna coraggiosa, Filippina conquista “d’assalto” la sua entrata in clausura alla Visitazione di Grenoble … ma non si scoraggia quando la rivoluzione francese la strappa dal suo convento. Si dedica, allora, con grave rischio personale, ad aiutare i sacerdoti perseguitati e ad istruire per la vita e nella fede i piccoli del posto. Appena le acque si calmano compra il monastero, anche se malridotto dagli eventi della rivoluzione, e riunisce nuovamente la comunità. Ed ecco venire a lei S.Maddalena Sofia Barat, che sta fondando nuove Case del sacro Cuore. È l’incontro di due persone generose, mosse dal desiderio di glorificare il Cuore di Gesù, il suo Amore ricco di misericordia e di perdono.

Unite dall’ideale comune: la gloria del Cuore di Gesù, la loro comunione spirituale è profonda e durerà tutta la vita … capace di superare l’oceano e rimanere salda, anche nei prolungati silenzi!

Filippina è assetata dell’Eucarestia: passa nottate intere davanti al Tabernacolo, immobile, in adorazione … e più contempla, più si infiamma del desiderio di far conoscere questo Amore! E chiede di partire missionaria. Dovrà aspettare a lungo, e diventare anziana!


Filippina_Duchesne

Ma partirà verso Occidente, con un viaggio avventuroso raggiungerà gli stati della Luisiana, … i pellerossa delle riserve…

Non riesce ad imparare la loro lingua, ma, per quanto può, vive con loro. Ed essi la fanno parte di loro e la danno il nome di “la Donna che prega Dio”.

Alla sua morte cantano per lei:


Filippina_santaPREGHIERA DEI POTAWATOMIS
ALL’ANNUNCIO DELLA MORTE DI FILIPPINA
O grande spirito, lei sta arrivando da te,
lei sta proprio arrivando.
Conforta il suo spirito e proteggi il suo passaggio.
Fa’ che le erbe dei campi mormorino il suo venire a te.
fa’ che i gorghi delle acque dl Mississipi
cantino il suo ritorno a te.
Fa splendere i tuoi colori, stamattina, in tutti i fiori
delle quattro stagioni,
che fioriscano tutti contemporaneamente in suo onore.
che il merlo dispettoso, noto per la sua intelligenza,
imiti tutte le note di canto: una nota per ogni sentimento
del nostro cuore.
Perché noi siamo tristi; lei era nostra sorella.
noi siamo anche contenti, però; lei è tua figlia.
noi siamo desolati;
troppe miglia ci separano
e ci impediscono di coprire una volta ancora
le sue spalle con questa coperta.
(Lei ha imparato a tessere dalle nostre mani;
noi abbiamo imparato a pregare guardando il suo volto).
Fa’ che il sole brilli sulla sua tenerezza
e che stanotte di luna piena ci ricordi
le ore che lei ha passato in questa tenda a lodarti.
il nostro villaggio, stanotte, pregherà tutta la notte.
In suo onore il capo ha dichiarato il digiuno fino a domani.
noi pregheremo nella tenda che fu sua
per i nostri due popoli, e per tutti i punti
di questa carta del mondo che ci ha lasciato in eredità.
O creatore, ascolta la nostra preghiera per lei,
per queste preghiere, per questi alberi e per questi fiumi,
per le montagne lontane e
per questo ruscello che porta le nostre lacrime.
Ascolta, ti preghiamo: i nostri bambini,
possano ricordarsi sempre di quello che lei ha insegnato loro
e che per molte lune ripetano il suo nome
come quello di della tua più grande donna.

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