Chiesa

Pace nel mondo

Sembra che l'incontro di preghiera per la pace dell'8 giugno
in Vaticano con Papa Francesco, il patriarca Bartolomeo
e i capi di stato palestinese e e israeliano sia caduto nel nulla.
 
 Ma forse è invece solo l'inizio di un cammino e di una preghiera
che dobbiamo continuare ogni giorno e con fiducia :
 
camminiamo nella Pace....
  

caminiamo nella pace

  

seminiamo la Pace....

seminamo la pace

  

imploriamo dal Dio della Misericordia
la Pace....
 
03-Mani in preghiera

 

La storia va avanti …….

 

 

la storia va avanti

 
Comunicato sull'incontro fra il Papa Paolo VI
e il Patriarca ecumenicodi Costantinopoli Atenagora,
del 5 gennaio 1964 a  Gerusalemme sul Monte degli Ulivi

 

Al termine del loro incontro in Gerusalemme, il Santo Padre Paolo VI e il Patriarca ecumenico Atenagora, di intesa col suo santo Sinodo, hanno insieme riconosciuto il grande significato dell'incontro ed hanno reso grazie a Dio Onnipotente, Padre, Figlio e Spirito Santo, che ha guidato  i loro passi verso la Terra Santa, dove il nostro comune Redentore, Cristo nostro Signore è vissuto, ha insegnato, è morto e risuscitato ed è salito al ciclo donde ha inviato lo Spirito Santo sulla Chiesa nascente. Questo incontro non può essere considerato che come un gesto fraterno, ispirato dalla carità di Cristo, che lasciò ai suoi discepoli il precetto supremo di amarsi scambievolmente, di perdonare le offese fino a settanta volte sette e d'essere vicendevolmente uniti. 

I due Pellegrini, con gli occhi fissi su Cristo, esemplare ed autore col Padre dell'unità è della pace, pregano Dio che l'incontro sia il segno e il preludio di lieti eventi futuri. Dopo tanti secoli di silenzio, si sono ora incontrati nel desiderio di attuare la volontà del Signore e di proclamare l'antica verità del suo Vangelo. 

Questi sentimenti comuni sono resi noti a tutti i membri delle rispettive gerarchie e a tutti i fedeli, affinché vogliano anch'essi prendervi parte e far salire al trono di Dio iterate preghiere perché risplenda sempre più, agli occhi di tutti i cristiani, la verità dell'unica Chiesa di Cristo e del suo Vangelo, luce e salvezza del mondo.

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comunicato del’Incontro DI PAPA FRANCESCO
E DEL PATRIARCA ECUMENICO BARTOLOMEO I:
 

Città del Vaticano, 25 maggio 2014 (VIS). Al termine della cerimonia di benvenuto all'aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv, il Papa ha raggiunto in elicottero Gerusalemme dove, presso la Delegazione Apostolica, ha avuto un incontro privato con il Patriarca Ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, accompagnato da tre altri Dignitari. All'incontro erano presenti il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato e il Cardinale Kurt Koch, Presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell'Unità dei Cristiani.

iI Patriarca Bartolomeo I, eletto 270° Arcivescovo di Costantinopoli, la Nuova Roma e Patriarca Ecumenico nel 1991, ha visitato Papa Benedetto XVI in Vaticano nel marzo 2008 e nello stesso anno ha partecipato alle celebrazioni per il secondo millennio della nascita di San Paolo. Il 19 marzo 2013 ha partecipato alla Messa di Inizio del Ministero Petrino di Papa Francesco ed è la prima volta, dal Grande Scisma del 1054, che un Patriarca ortodosso presenzia alla cerimonia di inaugurazione di un Pontefice romano.

Francesco e Bartolomeo

 

Al termine dell'Incontro, Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo I, hanno firmato la seguente dichiarazione comune:

LA RICERCA COMUNE NON CI ALLONTANA DALLA VERITÀ

 

   Papa e Patriarca1. Come i nostri venerati predecessori, il Papa Paolo VI ed il Patriarca Ecumenico Athenagoras, si incontrarono qui a Gerusalemme cinquant’anni fa, così anche noi, Papa Francesco e Bartolomeo, Patriarca Ecumenico, abbiamo voluto incontrarci nella Terra Santa, 'dove il nostro comune Redentore, Cristo Signore, è vissuto, ha insegnato, è morto, è risuscitato ed è asceso al cielo, da dove ha inviato lo Spirito Santo sulla Chiesa nascente' (Comunicato congiunto di Papa Paolo VI e del Patriarca Athenagoras, pubblicato dopo l’incontro del 6 gennaio 1964). Questo nostro incontro, un ulteriore ritrovo dei Vescovi delle Chiese di Roma e di Costantinopoli, fondate rispettivamente dai due fratelli Apostoli Pietro e Andrea, è per noi fonte di intensa gioia spirituale e ci offre l’opportunità di riflettere sulla profondità e sull’autenticità dei legami esistenti tra noi, frutto di un cammino pieno di grazia lungo il quale il Signore ci ha guidato, a partire da quel giorno benedetto di cinquant’anni fa.  

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Papa 1
 
Le vocazioni, testimonianza della verità

Sia nella vita coniugale, sia nelle forme di consacrazione religiosa, sia nella vita sacerdotale, occorre superare i modi di pensare e di agire non conformi alla volontà di Dio

 

 

quaresima 2
MESSAGGIO DEL SANTO PADRE
FRANCESCO
PER LA QUARESIMA 2014

 

Si è fatto povero per arricchirci con la sua povertà (cfr 2 Cor 8,9)

 

Cari fratelli e sorelle,

in occasione della Quaresima, vi offro alcune riflessioni, perché possano servire al cammino personale e comunitario di conversione. Prendo lo spunto dall’espressione di san Paolo: «Conoscete infatti la grazia del Signore nostro Gesù Cristo: da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà» (2 Cor 8,9).L’Apostolo si rivolge ai cristiani di Corinto per incoraggiarli ad essere generosi nell’aiutare i fedeli di Gerusalemme che si trovano nel bisogno. Che cosa dicono a noi, cristiani di oggi, queste parole di san Paolo? Che cosa dice oggi a noi l’invito alla povertà, a una vita povera in senso evangelico?

 

 

  Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani

 

Settimana pregheira per lunità dei cristiani

  Dal 18 al 25 gennaio ogni anno si celebrala Settimana di Preghiera per l’Unità dei Cristiani.Fondata su quanto dice la preghiera sacerdotale di Gesù:

 

"Che siano una cosa sola perché il mondo creda"  (Gv. 17)

 

                                 

 Ci ricordava già Papa BENEDETTO XVI , nell’ UDIENZA GENERALE   di Mercoledì del 18 gennaio 2012 che:

Ogni anno i sussidi per la Settimana di Preghiera vengono preparati da un gruppo ecumenico di una diversa regione del mondo. …. Da quando il movimento ecumenico moderno è nato, oltre un secolo fa, vi è sempre stata una chiara consapevolezza del fatto che la mancanza di unità tra i cristiani impedisce un annuncio più efficace del Vangelo, perché mette in pericolo la nostra credibilità. Come possiamo dare una testimonianza convincente se siamo divisi? Certamente, per quanto riguarda le verità fondamentali della fede, ci unisce molto più di quanto ci divide. Ma le divisioni restano, e riguardano anche varie questioni pratiche ed etiche, suscitando confusione e diffidenza, indebolendo la nostra capacità di trasmettere la Parola salvifica di Cristo.   

In questo senso, dobbiamo ricordare le parole del beato Giovanni Paolo II, che nella sua Enciclica Ut unum sint parla del danno causato alla testimonianza cristiana e all’annuncio del Vangelo dalla mancanza di unità (cfr nn. 98, 99). E’ una grande sfida questa per la nuova evangelizzazione, che può essere più fruttuosa se tutti i cristiani annunciano insieme la verità del Vangelo di Gesù Cristo e danno una risposta comune alla sete spirituale dei nostri tempi.!”
A noi tocca ora non interrompere questo lungo cammino che ci porterà alla
 
UNITA

Cristo non può essere diviso!

(1 Cor. 1,1-17)

 

 

 

Questa settimana ha una lunga storia. Se vuoi conoscere le principali tappe che hanno portato a questa ormai tradizionale esperienza.... clicca sotto su leggi tutto

 

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Custodi di vite
con la propria vita   

 

 

 

Dal pomeriggio di venerdì 3 a domenica 5 gennaio si svolge a Roma – presso Torre Rossa Park Hotel (Domus Pacis), via Torre Rossa, 94 – un convegno nazionale promosso dall’Ufficio Nazionale per la pastorale delle vocazioni. Riunisce 550 partecipanti, in rappresentanza di 130 diocesi.

Il tema del convegno, riassunto nello slogan “Apriti alla Verità, porterai la Vita”, è presentato dal direttore dell’Ufficio, mons. Nico Dal Molin: “Essere persone vere significa raccontare, cercare e amare la verità, fino a farsi carico della vita degli altri con la propria vita”.suore

In un tempo in cui “tutte le parole sono logore” (Qohélet 1,6) e “malate di banalità e menzogna – osserva mons. Dal Molin – noi ci ostiniamo ad ascoltare poco e a snobbare il silenzio come fonte di sobrietà, di essenzialità e di feconda narrazione della verità”.

Ho partecipato al Convegno … da esterna: andando e venendo dalla Villa Lante.

Non eravamo solo suore, ma preti, religiosi e religiose, più o meno in parità di numero fra uomini e donne.

Belle e interessa nti le testimonianze, sia quella filmata di “vocazioni oggi” che presentava l’esperienza di chi ha lavorato con “3 P”, sia di chi ha collaborato con don Tonino Bello, sia quelle di presenza di Elvira Zaccagnino che ha raccontato la sua esperienza con don Tonino, che quella di Cariosa Kilcommons (con traduzione frase per frase) che vive e coordina una comunità dell’arca in Savoia, che, dopo l’intervento videoregistrato di Jaean Vanier, ci ha raccontato la sua chiamata e la sua vita in comunità.

Meno entusiasmante la lunga lectio magistralis del Cardinale Poupard, seguita dal saluto vivace del segretario ad interim della CEI mons. Nunzio Galantino.

Interessanti anche i gruppi di studio, anche se non si sono sviluppati come atelier, ma come assemblee, dato il tempo e il numero dei partecipanti.

Mi rimane fissa nel cuore la domanda: Padre Puglisi, Don Tonino, Jean Vanier col loro modo di essere sono testimoni attraenti che portano ad impegnarsi per Cristo insieme a loro. Maddalena Sofia, filippina, … lo stesso. Come testimoniare così?

Antonella Apollonirscj                                        

 

 

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