Libri

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TAIYE SELASI - La bellezza delle cose fragili  - Einaudi-Torino 2013

           Il romanzo si apre su una morte lieve, quasi un sussurro, come se non volesse rovinare tanta dolcezza annunciando la sua presenza. E’ nel cuore dell’Africa nera che morirà Kweku, davanti a quella casa che aveva voluto e sognato così, aperta, esposta, indifesa.

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Kweku era partito da quella terra meravigliosa e crudele dove era nato per farsi onore come chirurgo in America. Lì vivrà felice i suoi anni d’impegno, come uomo, marito e padre, ma quella stessa America lo rigetterà crudelmente, coprendolo di vergogna.

  

Il romanzo contiene tutti gli elementi di un grande affresco nel quale si mescolano vite giovani che si sono fatte largo nella società americana con grande capacità, bellezza ed intelligenza e vite di vecchi che, dentro le tradizioni della loro terra, continuano esistenze piene di miti e di storie.

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   La giovane scrittrice Taiye Selasi, nata a Londra da padre ghanese e madre nigeriana, si porta dentro, come un bagaglio genetico, tutto il sentire del mondo, sia quello della società ricca e spesso impietosa, sia quello della misteriosa terra africana. Saprà trasmettere questa ricchezza ai 4 figli di Kweku e Fola, ma spalmando sulle ferite, che la vita ha inferto su ciascuno di loro balsamo e tenerezza così da farli guarire, quando si ritroveranno in seno alla famiglia.

   Questo romanzo è stato segnalato da ROCCA del 1° dicembre 2013.

Avigliana 10 gennaio 2014

                                                                                           Rachele Gulisano

 

 

                                  

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  NELL’INFERNO SIRIANO   

  

  PAOLO DALL’OGLIO

Collera e luce.

    Un prete nella rivoluzione siriana -

                                                    (EMI 2013)

 

“Vale la pena di leggere questo libro che P.Dall’Oglio SJ ha scritto con la giornalista francese

Eglantine Gabaix-Hialé, la cui versione italiana, con apposita postprefazione dello stesso sacerdote, risulta finita di stampare in agosto 2013, quando egli era appena scomparso. E’ un libro che ci parla di un popolo, di una passione per il dialogo, di sete di libertà, di rabbia, d’indignazione, ma anche di lotta per la giustizia, di attesa di luce, di speranza che non muore.

   P.Dall’Oglio non cerca il consenso, non persegue compromessi, non si lascia moderare dalla prudenza di questo mondo: parla e scrive per scuotere le coscienze, perché il mondo sappia che cosa sta succedendo, capisca un po’ di più il dramma di una lotta per la libertà che finisce soffocata nel sangue e nell’indifferenza. La lettera al giovane europeo con cui si apre il volume vuole fornire una chiave per capire l’anelito che abita nel cuore dell’autore e rende omaggio a tanti giovani siriani, cristiani e musulmani, conosciuti ed amati da P.Dall’Oglio che hanno vinto la paura e si sono gettati in una tragica avventura la cui meta voleva essere solo la libertà.

collera e   Il libro parla della vita e della passione di un uomo, ma che dalle vicende personali arriva con lucidità, freschezza e disincanto a parlare dell’attesa di un popolo, del sogno di un’umanità riconciliata, dell’impossibile unione tra pace e giustizia.

   Grazie a queste pagine capiremo qualcosa dell’intricato dramma siriano, ma soprattutto vedremo, dietro a notizie terrificanti, volti e parole di uomini e donne che non hanno rinunciato alla propria umanità e che cercano disperatamente vie di umanizzazione e giorni di luce. E ne usciremo con una domanda inquietante: - Noi così bravi a non andare in collera siamo anche capaci di accendere qualche barlume di luce?-“ 

                                                                  Enzo Bianchi ( dalla STAMPA)

 

Avigliana 22/12/2013

                                                        Rachele Gulisano

                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                           .                          

 

 

 

 

                                            

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 IL FUOCO DELLE PAROLE DI DIO 

G.RAVASI 
La Bibbia nel frammento -
                                                 Mondadori           

 

“ E’ una raccolta ragionata di 200 brevi passi biblici, tratti dai 73 libri che compongono la Bibbia, tradotti e presentati con profondità e freschezza. Troviamo i brani più famosi, ma incontriamo anche brani meno noti, dimenticati nei meandri della storia, persino di quella sacra. La rara capacità dell’autore è quella di sapere andare e condurre il lettore, dal poco che è detto in una frase, al tutto di cui è frammento. Non si tratta di fare la sintesi giornalistica di un discorso infinito, né di ridurre l’ininterrotto dialogo tra Dio e l’umanità ad un promemoria, ma di scostare la cenere che ricopre la brace e ridare così forza e vigore alle parole uscite dalla bocca di Dio come fuoco ardente. Si tratta insomma di prendere sul serio Dio e l’essere umano, di pensarli continuamente in relazione, di leggere la vita con la Bibbia e la Bibbia con la vita. bibbia frammento 3
  Uno dei pregi maggiori delle pagine del Card. Ravasi è il desiderio che sa suscitare di prendere e riprendere in mano la Bibbia, di non accontentarsi dello <sta scritto>, di tornare a guardare le piccole grandi cose di ogni giorno nella luce sempre rinnovata della Parola di Dio contenuta nelle Scritture. Le sue pagine sono un richiamo che echeggiano quello che il profeta Isaia fa risuonare a nome di Dio, in uno stupendo passaggio: < Ecco Io faccio una cosa nuova, proprio ora germoglia; non ve ne accorgete?> (Is.43,19).

I frammenti del mosaico offerti dal Card. Ravasi sono fatti perché ci accorgiamo del nuovo che germoglia ogni giorno.”

                                                       Enzo Bianchi ( dalla Stampa del 19/10/2013) 

R.Gulisano                    

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Mi sembra interessante questo volume… per i … prossimi doni natalizi  

 

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ALDO MARIA VALLI - Le sorprese di Dio - Ancora

 

 

“Il libro spazia dal primo messaggio di Papa Francesco dalla loggia di S. Pietro, alla spiaggia di Copacabana e le GMG di Rio. Tuttavia la scelta di Valli nell’organizzare le riflessioni attorno alle parole del Papa è quella da non seguire strettamente l’ordine cronologico, ma di tentare un primo discernimento proprio attraverso la tipologia di quelle parole.

 

   Troviamo così raccolti, narrati con piglio giornalistico e commentati con sapienza e partecipazione, suddivisi in capitolo distinti, i testi che Papa Francesco ha pronunciato in discorsi ad ampi uditori, soprattutto agli inizi del suo ministero, in omelie nelle celebrazioni ufficiali, nelle meditazioni tenute a braccio durante la Messa quotidiana a Santa Marta, nelle udienze generali e all’Angelus domenicale. Il quadro che emerge è quello di una profonda unità di pensiero teologico e di afflato spirituale pur nella grande varietà di toni che tiene conto degli interlocutori, diretti o potenziali. E questa unitarietà, radicata nel Vangelo così come è stato “capito meglio” grazie al Concilio, secondo un’espressione cara a papa Giovanni, è ben sintetizzata nelle sette parole che Valli indica come quelle preferite dal Papa: misericordia, tenerezza, bontà, speranza, custodia, periferia, servizio.  sorprese_2


Un interrogativo possiamo e dobbiamo porlo che coinvolge ciascuno:” Che cosa ne faccio io di questi squarci di Vangelo che Papa Francesco continua ad immettere nella chiesa, nel mondo e nella vita di tanti uomini e donne? “ ( commento di Enzo Bianchi) 

 

Avigliana 8 ottobre 2013

 

 

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Herman Koch -  La cena  - Neri Pozza 2010

 

  DUE FAMIGLIE e…UN PROBLEMA

   Non conoscevo questo scrittore olandese fino alla scorsa settimana quando ho letto “ La cena”, romanzo discusso e sconvolgente.

   L’autore procede con lentezza nel descrivere le varie “portate” di una cena consumata da due fratelli con le rispettive mogli, in un locale esclusivo.

Un politico alla vigilia delle elezioni ed un insegnante a riposo per motivi neurologici s’incontrano per discutere di “un problema” che li coinvolge come genitori.

Il problema riguarda i figli del politico (uno è adottato) e il figlio del professore, ragazzi non ancora maggiorenni che si sono macchiati dell’omicidio di una barbona trovata di notte davanti ad un bancomat. L’episodio è stato filmato e scaricato su Internet dal ragazzo di colore adottato che, non partecipe del misfatto, ricatta gli altri due.

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Cosa emerge nel romanzo?

1-      L’assenza di umanità.

2-      Il disprezzo per gli altri fino alla loro eliminazione.

3-      L’incapacità di educare i figli, soprattutto se adottati.

4-      Le conseguenze tragiche che certi filmati scaricati su Internet possono produrre.

 

 

Non so quale motivo abbia spinto H.Koch a narrare un fatto, se non vero certamente verosimile, ma i genitori e gli educatori dovrebbero leggere “La cena” e riflettere sui problemi contenuti in queste poche pagine, perché quasi ogni giorno i mezzi di comunicazione ci presentono fatti del genere, non tratti dai romanzi, ma dalla vita tragicamente vissuta.

 Avigliana 14 giugno 2013

                                                                     Rachele Gulisano

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Adriano Monnet  -  Un Papa a sorpresa  - Paoline 2001
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SOGNO e REALTA’

Mentre attendevamo che i cardinali si riunissero in conclave, per caso, in mezzo ai libri di una biblioteca è saltato fuori un romanzo che non avevo mai notato. Il titolo mi è sembrato interessante ed ho cominciato a sfogliarlo.

L’autore Adriano Monnet, a me sconosciuto, è un  padovano in pensione che abita a Roma, ma non sono riuscita ad avere altre notizie. Uno pseudonimo? Anche il computer non mi ha dato risposte.

Ma chi è il “Papa a sorpresa”? E’ un cardinale veneto, arcivescovo di Firenze che, in un anno non ben definito, mentre è in convalescenza in una villa sui Colli Euganei, viene eletto. Accetta e sceglie il nome di Antonio I. Quindi, parte per Roma e comincia il “servizio petrino” ….muovendosi con una spontaneità che subito disorienta l’ambiente vaticano.

“Papa a sorpresa” perché  non è uomo della curia romana, perché eletto mentre non è in conclave e soprattutto per la sua fisionomia.

E’ difficile trovare nel romanzo precisione storica, tuttavia potremmo dare nome a persone e situazioni che Monnet fa scorrere sotto i nostri occhi. Ma, poi, tutti i dati sembrano confondersi e riportarci in un’atmosfera di favola.

In questo racconto  incontriamo la chiesa “santa e peccatrice”, le luci e le ombre del mondo ecclesiale ben conosciuto, la mitezza e la violenza,  insomma,  l’umanità di ogni tempo……

Attorno ad Antonio I ci sono figure luminose come quella del confessore frate Carmelo,  di don Gino, prima segretario e alla fine vescovo di Padova,  e del segretario di stato card. de la Bonnière, figure rudi, ma oneste e persone ambigue.  In questo quadro il Papa si muove, riflette, agisce e soprattutto prega fino al giorno in cui decide di lasciare  e ritirarsi in un luogo di preghiera per il bene della chiesa…..ma la morte giunge prima.

Ora che ho finito di leggere il  libro….il successore di Pietro si chiama Francesco I ed i suoi gesti spontanei sono sotto i nostri occhi. Per fortuna non si tratta più di un romanzo, ma della realtà e il “Papa a sorpresa” venuto da lontano è fra noi. Mi auguro che incontri meno difficoltà di….. Antonio I.

Avigliana aprile 2013
Rachele Gulisano                      

 


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