BARCELLONA

Ildefonso-Falcones 

 

ILDEFONSO FALCONES           

“Gli eredi della terra”     Longanesi 2016

 

Zafon

 

 

 

CARLOS RUIZ ZAFON            

 “Il labirinto degli spiriti”   Mondadori 2016

 

 Gli eredi della terra  Ho visitato Barcellona e conservo ricordi luminosi, quindi la descrizione della città fatta dai due scrittori, mi lascia perplessa. I romanzi hanno molto in comune e ci presentano una Barcellona che non riconosco: tenebrosa, violenta e, a volte, feroce contro chi è “diverso”: ebreo o musulmano, nobile o avventuriero, partigiano o franchista.

   Il romanzo di Falcones ci porta indietro nel tempo, a cavallo tra il 1300 e il 1400 e, benché la vicenda ruoti soprattutto attorno ad un uomo e alla sua famiglia, accanto a lui c’è un mondo spietato di affari, rivalità politiche, lotte religiose che soffoca ogni forma d’umanità.

   il labirinto degli spiritiRuiz Zafon, nel romanzo che chiude la serie del “Cimitero dei libri dimenticati”, ci trasporta invece, nel cuore del 1900, durante e dopo la dittatura di Franco. Non ci narra la storia di un uomo, ma di una famiglia di librai attorno a cui s’intrecciano avvenimenti dalle diverse tonalità. La tragica storia spagnola di un periodo ben preciso ci viene descritta col ritmo incalzante dei romanzi polizieschi, ma l’autore ha l’arte di sfumare ogni azione in un’atmosfera quasi fantastica.

   Due romanzi storici? Forse, in quanto i fatti sono reali e passati al vaglio di una critica storica e decisamente “di parte”. Ma anche romanzi d’azione in cui i potenti opprimono gli umili e i dissidenti.

   Terribile la descrizione della vita delle monache di clausura fatta da Falcones, come quella dei prigionieri politici narrata da Ruiz Zafon, perché gli autori, pur parlando di Chiesa e di giustizia, non

colgono lo spirito del Vangelo. Così l’odio contro il nemico è violento, facile la vendetta, raro il perdono e ciò non aiuta a scoprire un messaggio nelle due opere. O, forse, il messaggio vuole essere la condanna a tutte le forme di violenza che nascono dalla mancanza di libertà.

   Lo stile è, quindi, crudo come gli argomenti richiedono, analitico e i due romanzi, con le loro 800/900 pagine, risultano interessanti, ma di difficile lettura. Tuttavia sono due best-seller e chi li legge deve capire dove finisce il fatto storico e comincia la creatività degli autori.

   Spero che molti episodi non siano mai avvenuti e preferisco ricordare la Barcellona della fine del 1900, con le sue Ramblas, il Tibidabo, la Sacra Famiglia, il Barrio gotico, i musei di Mirò e di Picasso, le opere di Gaudi, il monumento a C. Colombo e il mare.

Avigliana 19 febbraio 2017

                                                                     Rachele Gulisano

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