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1.  UNA CUOCA AFFACCENDATA 

Filippina Duchesne: un anno con lei - I

Nascita - Rosa Filippina Duchesne – Battesimo

29 agosto – 1769 – 8 settembre

Quel 8 settembre 1769 serbava ancora la calura d'agosto.Rosa, la cuoca di casa Duchesne, mentre girava lo spiedo, pensò che non era molto piacevole stare accanto al fuoco. Ma non si lamentò. Era abituata a servire e a sacrificarsi fin da bambina e poiché i Duchesne più che i suoi padroni erano la sua seconda famiglia, servizio e sacrificio ella acettava e offriva con amore. Aveva sempre considerato un giorno felice quello in cui, fanciulla, era giunta al n. 4 della Grande Rue a Grenoble. Non era facile trovare una famiglia in cui regnasse una così inalterata pace domestica come dai Duchesne. Dio sembrava benedirla e prediligerla per la sua generosità. Le numerose vocazioni religiose erano sempre state accolte con gratitudine come segnalato favore. Nel 1754, Francesca Melania, mentre stava per lasciare il convento di Romans ove era stata educanda, s'era sentita fermare all'improvviso, sulla soglia, come se la mano dello Sposo divino la ritenesse. Ed era rimasta. Alla Visitazione.

il signor Duchesne, orientandosi verso nuove aspirazioni politiche e accettando le idee filosofiche e morali care ai parlamentari di allora, andava perdendo il sentimento cristiano. Ma di questo la semplicità paesana di Rosa non si rendeva conto, anche perché ancora poco palese era, persino ai familiari, la china pericolosa verso la quale si avviava Pier Francesco Duchesne, coinvolto nell'amministrazione della cosa pubblica e che gli avrebbe fatto a poco a poco dimenticare i più essenziali doveri della religione.

Rosa fermò il girarrosto. Esaminò la carne con occhio esperto. No, non era ancora a punto. Pazientemente riprese a girare lo spiedo asciugandosi il sudore con la sinistra. Sorrideva nonostante l'ingrato lavoro. Quello era un giorno di particolare letizia. La secondogenita di Pier Francesco Duchesne, avvocato al parlamento di Grenoble, e di Rosa Eufrosina Périer, nata la sera del 29 agosto, diventava figlia di Dio e membro della santa Chiesa, ricevendo il nome del primo fiore di santità sbocciato nel nuovo mondo e quello di un apostolo: Rosa Filippina.

Forse proprio in quel momento l'acqua rigeneratrice cadeva sul capo della piccina. Il rito fu celebrato nella chiesa di S. Luigi, che la signora Elisabetta Dupuis, nonna materna della bimba, aveva fatto ornare fin dalla vigilia con una profusione di fiori. E fu lei stessa che tenne a battesimo la nipotina, insieme con lo zio Antonio Giovanni Périer.

Era ormai il terzo anno di seguito che nel palazzo della Grande Rue si era in festa per un battesimo. Nel 1767 era nata Maria Adelaide. Nel 1768 Giacomo Prospero aveva rallegrato Claudio Périer e sua moglie Maria Antonietta Pasca!Non per molto, purtroppo! Se n'era tornato fra gli angeli in quello stesso anno. Ora era nata Rosa Filippina che, a giudicare dai ... robusti vagiti, doveva essere di forte costituzione e non delicata e fragile come Maria Adelaide.
E intanto già si annunciava un altro prossimo lieto evento in casa Périer.

La cuoca girò lo sguardo attorno. Con una certa compiacenza fermò gli occhi sulla grande tavola presso la credenza. Vi s'allineavano in bell'ordine le diverse portate: gli antipasti. l'enorme pesce sepolto nella maionese, i contorni freddi, una vera montagna di patate fritte che dovevano accompagnare l'arrosto, la frutta: uva d'oro e mele rosse. Nel forno la torta doveva esser quasi pronta. Una torta enorme, capolavoro d'arte culinaria. Era d'uso: non si celebrava festa in occasione di un battesimo senza che le due famiglie Duchesne e Périer al completo si riunissero. Abitavano accanto e le relazioni erano giornaliere: si condividevano le gioie come i dolori e in questo scambio i vincoli di parentela e di amicizia si rinsaldavano ancor più.

Ora finalmente l'arrosto era pronto. Giusto in tempo.

Due carrozze si erano fermate al n. 4 della Grande Rue, proprio in faccia al Palais de Justice.

Rosa s 'affacciò alla finestra. Sì, erano loro. La donna mirò con commozione la piccina tra il candore di sete, merletti e nastri.

Tra pocole le due famiglie sarebbero sedute a tavola nella grande sala addobbata per l'occasione. Rosa s'affrettò a togliere la torta dal forno e s'affaccendò sorridendo attorno alle portate.

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[O.Ch. Brocchi Il difficile cammino di Filippina]

 

 

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