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2.  La Santa Montagna

Filippina Duchesne: un anno con lei - I

Tre volte Filippina ha salito e tre volte ha disceso la lunga scalinata che da Grenoble porta a Sainte Marie d’en Haut: il Convento delle Visitandine che dominava la città e quasi la proteggeva sotto l’ombra della preghiera e della contemplazione delle monache chiuse dietro le loro grate, ma che accoglievano bambine e giovanette per curarne l’educazione e, in particolare, la preparazione alla Prima Comunione.

Proprio per questo la prima volta Filippina salì la lunga scalinata, accompagnata dai genitori: veniva a prepararsi all’incontro con Gesù Eucarestia. Vi trovò altre adolescenti come lei, ma subito fu notata per la serietà del suo impegno sia nello studio che nel gioco: aveva stampo di leader. Ma chi la notò e la scelsefu Gesù stesso dal suo
tabernacolo: Immagine5 1Filippina rispose all’invito e ogni giorno andava a pregare in coro con le monache e stringeva la sua amicizia con Lui. Era attratta del suo Cuore: quell’Amore che voleva raggiungere tutti i cuori. Se en accorsero le compagna, in particolare le cugine, educande con lei, e lo raccontarono in famiglia. Il papà si preoccupò e presto venne a riprendersi Filippina per introdurla alla vita della famiglie e della città.

A malincuore Filippina discese la scalinata. Non che non stesse bene in famiglia, anzi! … ma il suo cuore, ormai, era stato scelto ed aveva risposto. Desiderava ardentemente tornare lassù!

 E fImmagine15_3.pngu così che per la seconda volta Filippina, che non aveva ottenuto il consenso di papà, salì con una zia a far visita in Convento. Ma, al momento di andare via, con determinazione decise di restare! E la zia ritornò sola a Grenoble ad annunciare il fatto in famiglia. Lentamente le acque si calmarono e Filippina cominciò la sua formazione di religiosa visitandina. Ma fu la Rivoluzione Francese, che andava chiudendo tutti i conventi, a spingere papà Duchesne a salire la montagna per riportarsi a casa la figlia. Filippina dolorosamente, ma docilmente scese.

E fu la seconda volta che lasciava la sua Santa Montagna, quando le sembrava quasi di aver raggiunto la meta del dono totale.

Seguirono gli anni sconvolgenti della rivoluzione: prigioni, ghigliottina, persecuzioni, bando della religione, poveri, vecchi e bambini abbandonati, preti proscritti e rifugiati da nascondere … una simile serie di miserie non trovò Filippina tranquillamente al sicuro nella casa di campagna a Grane: da sola rientrò in città e si fece soccorso per tutti. “Lasciatemi rischiare da sola se questa è la mia via e la mia gioia”! Li cercava, li nascondeva, li nutriva, li curava, li istruiva … il cuore sempre rivolto alla Montagna dove anelava a ritornare. Il convento, intanto, era diventato prigione e poi lasciato in abbandono.

Finalmente, in modo rocambolesco (è un po’ la cifra della sua vita!), dopo otto anni di questa indomita dedizione, poté riscattare in qualche modo quello che restava del convento.

Immagine15 2E per la terza volta salì la Santa Montagna, accompagnata da una piccola processione di monelli scalzi e strappati, che portavano su con lei qualcosa che le permettesse di restare … senza porte, con finestre rotte … con un tabernacolo ancora vuoto. E ricominciò, cercando di riunire alcune Sorelle, di ridare un Tabernacolo a suo Signore, e poi qualche educanda.            

Immagine17_2.png Nel 1804 un’altra salì la Santa Montagna e fu accolta sulla limitare  da una Filippina prostrata che proclamava il Salmo “Come sono belli sui monti i piedi del messaggero di pace!” Era Maddalena Sofia Barat. Veniva a incontrare “un’anima che da sola valeva la pena di percorre lunghi cammini per trovarla”. Queste due sante, entrambe innamorate del Cuore di Gesù, si incontrarono, si capirono e si legarono di profonda amicizia: un amicizia che né oceani, né lentezze nelle comunicazioni, né incomprensioni, né lunghi silenzi poterono mai affievolire. Sofia si fermò a Sainte Marie d’en Haut, accolse e formò Filippina nella nascente Società del Sacro Cuore. Condivisero l’ardore di amare e far amare, conoscere e far conoscere il Cure di Gesù al mondo intero.

E fu così che nel 1815 Filippina discese per la terza e ultima volta la Santa Montagna, che non rivedrà mai più! Sofia la chiamava a Parigi come Segretaria generale della Congregazione.

Immagine17_1.pngLì avrebbe incontrato Monsignor Dubourg … Da lì sarebbe partita per varcare l’oceano, nel desiderio invincibile di portare agli Indiani d’America la conoscenza e l’amore del Cuore di Gesù. 

 

Commenti   

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