2.      Oltre ogni confineImmagine1A

a.      La Rebecca

b.      Lo steamboat

c.      Florissant                                                        

Eccole, allora, a New Orleans!

“La prima costatazione di Filippina e di un paese inauditamente ricco e scrive: “Questa città è più corrotta dal lusso e l’opulenza di qualunque città francese. Come sarebbe urgente che si moltiplicassero gli istituti educativi! Si incontrano giovami diciottenni che hanno imparato solo a mangiare e correre!” le “selvagge” la madre Duchesne le incontra per la prima volta entrando in una classe delle Orsoline, dove sono ospitate: ci sono trecento creole, mulatte eImmagineB negre. Ce ne sono che vivono santamente: una di loro le viene incontro “piena di gioia, con le mani giunte” per chiederle se resterà ed è triste al sapere che no, le nuove missionarie andranno più lontano. Ma in generale hanno la passione di agghindarsi e, se durante la settimana, grano a piedi nudi, la domenica indossano vestiti e cappelli di taffetà rosa e celesti “sicuramente per ravvivare il nero dei loro volti”. Le più maliziose indossano vestiti di tulle di un bianco assolutamente candido. Le schiave che non hanno come procurarsi simili toilette, aspettano che le loro padrone escano e poi vanno a ballare usando i loro abiti; le lavandaie fanno lo stesso con gli abiti lasciati per essere lavati…ImmagineC

La condizione degli schiavi non sempre è infelice. Sono riuniti in gruppi e si ritrovano la sera intorno a un fuoco che amano sia d’inverno che d’estate. Anche se c’è molto caldo, non vanno a dormire senza passare un momento accanto a queste alte fiamme alimentate dal legno secco della foresta. Ognuno ha tre ore libere al giorno e le usano per lavorare il piccolo campo che appartiene a ciascuno, guadagnando così molto denaro in poco tempo, tanto la terra è fertile.”

Intanto le settimane scorrono in una penosa inattività in attesa di istruzioni da parte di Mons. Dubourg! Questi, appena ha avuto notizia dell’arrivo della Rebecca, in dataImmagineD 24 giugno 1818, scriveva a Filippina, ma la lettera le arriverà solo due mesi dopo! L’aspetta a Saint Louis. “Dio sia lodato! L’arrivo suo e delle sue sorelle ha addolcito e fatto tacere molte delle mie preoccupazioni. Lei dice di essere venute a cercare la croce? È venuta al posto giusto per trovarla! Sia tranquilla, non si farà cercare a lungo. Se non fossi stato sicuro di trovare in lei queste disposizioni, avrei più timore che gioia per il suo arrivo. Si confermi in queste disposizioni: è l’essenziale. La prime fondatrici hanno sempre dovuto soffrire molto. Si ricordi di Santa Teresa … ma che dico? Si ricordi dell’autore e perfezionatore della nostra fede.”

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Munite di questo “viatico” per la missione, Filippina e le sue compagne il 12 luglio partono per St. Louis risalendo il Missisippi con lo steamboat Cincinnati. Questo tipo di battelli aveva iniziato il suo servizio lungo il Missisippi solo nel 1811, e il viaggio era ancora pieno di pericoli. Fortunatamente, questa volta, andò bene, salvo l’inconveniente di essersi incagliato per molte ore in un banco di sabbia.ImmagineF Il viaggio, comunque durò sei settimane; quattro anni dopo, quando Filippina andò a visitare la fondazione di Grand Coteau, impiegava solo diciassette giorni!

Arrivarono a Saint Charle I 7 settembre 1818 e furono accolte nella loro nuova casa la “Maison Duquette”, affittata alla vedova di Francesco Duquette: era situata in un pianoro leggermente al di sopra del livello del fiume Missouri la città si vedeva da lontano. La casa era formata da ImmagineGsette stanze, una grande sul davanti, tre più piccole sul retro dall’altro lato di un corridoio centrale; la cucina all’esterno per evitare incendi … dato che era costruita in tronchi. La casa fu subito dedicata a San Francesco Regis, secondo il voto fatto da Filippina in Francia. San Francesco Regis, secondo il voto fatto da Filippina in Francia.

La settimana seguente, il 14 settembre 1818, le religiose aprirono una scuola libera, la prima Scuola del Sacro Cuore nel Nuovo Mondo, e, poco tempo dopo, il 3 ottobre, arrivarono tre pensionanti per aprire l’educandato: Emilie e Therese Pratte, e Pelagie Chouteau.

Subito le religiose capirono quanto fosse importante imparare l’inglese in questo paese dove tutto cambiava rapidamente. … E per Filippina, che non aveva il dono delle lingue, l’inglese fu la sfida fi tutta la vita. Negli anni imparò a leggerlo e capirlo, ma nonostante in molte occasioni ebbe bisogno di parlarlo, non si ritenne mai capace di parlarlo correntemente.

Alquanto isolate a Saint Charles, il gruppo delle missionarie soffriva molto per la mancanza di comunicazione con la patria e la Congregazione che avevano lasciato di là dall’oceano.

 

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