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Visita di Papa Francesco a Palermo

 

il PapaNon si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Oggi abbiamo bisogno di uomini e di donne di amore, non di uomini e donne di onore; di servizio, non di sopraffazione; di camminare insieme, non di rincorrere il potere". Lo ha affermato papa Francesco, tra gli applausi, durante la messa al Foro Italico, a Palermo. Sono 100 mila i fedeli presenti alla celebrazione Eucaristica.la folla

Papa Francesco ha pranzato nella sala mensa della missione "Speranza e carità", a Palermo, con il missionario laico Biagio Conte e padre Pino e assieme a 160 persone radunate attorno ai tavoli: poveri, migranti, ex detenuti, volontari. A fianco al Papa era seduto un disabile. Il menu prevedeva fettine di pane con l'olio, olive condite, formaggio a tocchetti, caponata, poi insalata di riso, tabulè, per secondo petto di pollo panato alla siciliana, insalata mista, sorbetto di limone, pasticcini e cannolicchi Gli uomini dell'Anps (Associazione nazionale polizia di Stato) hanno consegnato alle persone in attesa del Pontefice un cappellino bianco Antonella e Mariacon l'immagine del Papa e la scritta "Mi fermo a casa tua" realizzati dalla Missione."Che l'esempio di Don Pino faccia nascere tante vocazioni". Maria e suoreSono le parole scritte da Papa Francesco nel quaderno dei ricordi che i volontari del Centro di Accoglienza Padre Nostro tengono nella casa museo dove abitava il Beato Padre Pino Puglisi, ucciso il 15 settembre 1993. I volontari hanno trovato il messaggio nel libro sistemato nella stanza un tempo era lo studio di Padre Puglisi. (ANSA).

CattedraleNel pomeriggio incontro in cattedrale con il clero ed i religiosi. 

Si è conclusa con l'incontro con i giovani al Politeama la visita del Papa a Palermo, cominciata questa mattina alle 10.40. Il Pontefice si è congedato scusandosi: "Voi siete in piedi e io vi ho parlato restando seduto. Scusatemi ma a quest'ora la caviglie mi fanno tanto male". Migliaia i ragazzi provenienti da tutta la Sicilia che lo hanno acclamato chiamandolo "Ciccio, Ciccio". Francesco dal palco ha risposto alle loro domande. Tanti gli argomenti toccati: dall'accoglienza alla solidarietà passando per l'importanza delle radici e dell'azione: "La vostra speranza è nelle vostre mani. Ognuno di voi può darsi la risposta. Cercate e troverete. Dove? Non sul telefonino! Lì le chiamate del Signore non arrivano. Non in televisione, dove il Signore non possiede alcun canale. Neanche nella musica assordante e nello sballo che intontisce".

Santa RosaliaPiccolo strappo al protocollo ieri per Papa Francesco, che ha voluto concludere la sua visita a Palermo con un omaggio alle vittime della strage di Capaci. Il Santo Padre, quando era sulla strada per l'aeroporto, ha voluto che l'auto si fermasse ai piedi della stele che ricorda il giudice Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo i tre uomini della scorta, Rocco Dicillo, Antonio Montinaro e Vito Schifani uccisi il 23 maggio 1992. La sosta non era inserita nel programma ufficiale reso noto dal Vaticano.

Papa Francesco si è fermato in raccoglimento davanti alla stele per poi risalire in auto e raggiungere l'aeroporto. Un gesto giunto poche ore dopo l'accorato appello contro la criminalità organizzata pronunciato dal palco del Foro Italico: “Non si può credere in Dio ed essere mafiosi. Chi è mafioso non vive da cristiano, perché bestemmia con la vita il nome di Dio-amore. Convertitevi! Il sudario non ha delle tasche, non potrete portare niente con voi!”. 

Mentre Palermo torna alla normalità e migliaia di fedeli hanno ancora negli occhi le immagini dell'intesa giornata di ieri con la presenza di Papa Francesco, il Santo Padre si è rivolto ancora una volta ai siciliani. Lo ha fatto al termine dell'Angelus. "Ieri mi sono recato a Piazza Armerina e Palermo in occasione del 25esimo anniversario della morte del beato Pino Puglisi", ha detto chiedendo alla folla di piazza San Pietro un applauso per il sacerdote martire della mafia.”
"Ringrazio di cuore le Autorità civili ed ecclesiastiche e tutte le persone che hanno contribuito a rendere possibile questo viaggio. Ringrazio i bravi piloti dell’aereo e dell’elicottero. Ringrazio in particolare i cari vescovi Rosario Gisana e Corrado Lorefice per il loro eccellente servizio pastorale. Ringrazio i giovani, le famiglie e tutto il meraviglioso popolo di questa bellissima terra di Sicilia, per la loro calorosa accoglienza. L’esempio e la testimonianza di don Puglisi continuino ad illuminare tutti noi e a darci conferma che il bene è più forte del male, l’amore è più forte dell’odio. Il Signore benedica voi siciliani e la vostra terra! Un applauso ai siciliani!" (ANSA)

Fonti: ANSA e PalernoToday

Foto: Antonella Orlando, rscj

(in attesa che Antonella Orlando ci faccia pervenire una testimonianza di prima mano)

 

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