Appunti di Spiritualità

CONVEGNO-COLLOQUIO SU: SANTA FILIPPINA E SORELLA JOSEFA

FilippinaCome ormai consuetudine, ogni anno, in località diverse, si organizza un incontro di approfondimento su qualche aspetto particolarmente importante del Messaggio di Gesù a Sorella Josefa. Per es. l’anno scorso, a Joigny, si è voluto mettere in parallelo la vita di Santa Teresa del Bambino Gesù, con la vita di Sorella Josefa: vita e spiritualità scaturite dal loro vivere in unione con Gesù. Ne è uscita una “dispensa”, in francese, ricca, interessante, piena di spunti meditativi sulle caratteriste di queste due piccole e grandi religiose.                                                                            

La dispensa è a disposizione per chi ne fosse interessato.

Quest’anno l’incontro si è svolto ad Avigliana, presso i Padri Salesiani, nella loro casa sul lago, dal 21 al 24 giugno. C’era un buon gruppo di Poitiers e altri da altre parti della Francia. Oltre ai laici, di cui alcuni uomini, molto convinti e impegnati nel gruppo del “Messaggio”, c’erano 6 Rscj della Provincia BFN e tre Rscj italiane (Achi, Elettra e io).Josefa  al lavoro

L’argomento di quest’anno era: Santa Filippina e Sorella Josefa: due rscj. Per qualche laico la figura di Filippina era sconosciuta o quasi. Ma questa “session-colloque”, come viene chiamata, dà ai partecipanti la possibilità di approfondire personalmente l’argomento, secondo le sue attrattive. Generalmente non ci sono interventi di esperti “estranei”, ma ogni partecipante si impegna ad approfondire un aspetto, in questo caso di Filippina e di Josefa, e di condividerlo nel gruppo.   

Le virtù dell’una e dell’altra, le loro sofferenze, il loro zelo per annunciare l’amore e la misericordia del Cuore di Gesù nonostante tutte le difficoltà, sono state evidenziate molto bene permettendoci di conoscere meglio le nostre due grandi Sorelle e di come entrambe hanno vissuto quello che la Santa Madre aveva detto a Josefa (settembre 1922): “Il Cuore di Gesù è ben glorificato nella sua Piccola Società. Per questo vuole servirsi di lei per far conoscere alle anime le meraviglie del Suo Amore”

Oltre alla presentazione dei “lavori personali”, ci sono state anche alcune testimonianze: persone che hanno incontrato il Signore grazie a Sr Josefa. Anche Francesca e Antonella, del gruppo degli “Anelli” di Torino, hanno fatto la loro bella testimonianza, come pure Anna Maria del Prete, nostra ex.alunna, che sta lavorando ora al SERMIG a Torino

Monsieur Christian Auclair, il presidente dell’Associazione “Opera d’amore” di Poitiers, ci ha invitato a “pazientare” per quanto riguarda la causa di beatificazione di Josefa, ma anche a farci divulgatori di questo “Messaggio”. ricordandoci le parole di Gesù a Josefa: “Desidero che si faccia conoscere le mie parole. Voglio che il mondo intero sappia che io sono un Dio di Amore, di perdono e di Misericordia”.

Molti sono i libri, o opuscoli, che già esistono. Il libro “Un appel à l’Amour” è tradotto in 18 lingue e Monsieur Auclair ha già preso contatti per la traduzione e diffusione in  altre lingue.

Ognuno di noi dovrebbe impegnarsi per la diffusione del Messaggio. Se lo fanno i laici, uomini e donne, professionisti e casalinghe, perché non possiamo impegnarci anche noi rscj?

“Perché il mondo conosca la mia Bontà ho bisogno di apostoli che gli rivelino il mio Cuore …” 

Da tutti è stato apprezzato il luogo: una bella vista sul lago con lo sfondo delle montagne, la Sacra di San Michele “à couper le soufflé” e in ultimo l’Abbazia di San Antonio di Ranverso, un gioiello gotico del 13mo secolo, tappa dei pellegrini nel Medio Evo, diretti a Roma.

Anche la bellezza del creato ci ha aiutato a creare un clima molto fraterno e cooperativo fra di noi.

 

Anna Maria Giorda rscj

20 Ottobre

 

Festa  Mater intera

di Mater Admirabilis

 

    E’ chiamato così l’ affresco che raffigura la giovane Vergine Maria al tempio e che si trova nel monastero di Trinità dei Monti, a Roma, vicino Piazza di Spagna.

    Autrice Pauline Perdrau, giovane postulante francese della Società del Sacro Cuore, che nel 1844,  ebbe l'ispirazione di "rendere presente" la Vergine Maria, in una nicchia di un corridoio della casa di Trinità dei Monti, affidata alle Religiose  fin dal 1828. La giovane lavorò generosamente per ore intere; il giorno in cui dipinse il volto della Madonna potè lavorare 13 ore consecutive senza che la calce si asciugasse e considerò questo fatto come un segno di speciale aiuto della Vergine da lei, come gli iconografi nentre scrivono le icone, continuamente pregata.

     Il  1 luglio l'opera era compiuta ma l'affresco dai colori troppo crudi non piacque alla superiora e alle religiose e per poco non scomparve sotto una mano di calce. Dopo qualche giorno la pittura apparve straordinariamente trasformata, qual'è attualmente. Fu chiamata inizialmente Madonna del Giglio, ma dal 20 ottobre dello stesso anno 1844, con la visita del Papa Pio IX , che vedendola esclamò entusiasta: "E' veramente Mater Ammirabilis" fu chiamata con questo nome. Da novembre iniziarono i miracoli e le visite di numerosi pellegrini e fu poi fissata la data della festa liturgica, con una Messa propria, il 20 ottobre. Chi vuole consocerla meglio e gustarne il messaggio può  guardare e leggere  cliccando sotto :

 

   Mater una Meraviglia di Dio ppt

   I vari volti di Madre Ammirabile , ppt 

   Litanie Mater commento ,  pdf

 

Maria donna bellissima

Senza-titolo1È vero. Il Vangelo non ci dice nulla del volto di Maria.

Come, del resto, non ci dice nulla del volto di Gesù. Forse è meglio.

Così a nessuno di noi viene tolta la speranza di sentirsi dire un giorno, magari da un arcangelo di passaggio: «Lo sai che a tua madre e a tuo fratello rassomigli tanto?».

Maria, comunque, doveva essere bellissima.

Non parlo solo della sua anima.

La quale, senza neppure l'ombra del peccato, era limpida a tal punto che Dio vi si specchiava dentro. Come le montagne eterne che, lì sulle Alpi, si riflettono nell’immobile trasparenza dei laghi.

Parlo, anche, del suo corpo di donna.

La teologia, quando arriva a questo punto, sembra sorvolare sulla bellezza fisica di lei.

La lascia celebrare ai poeti: «Vergine bella, che di sol vestita, coronata di stelle, al sommo Sole piacesti sì che in te sua luce ascose...».

La affida alle canzoni degli umili: «Mira il tuo popolo, o bella Signora...».

O agli appassionati ritornelli della gente: «Dell’aurora tu sorgi più bella... non vi è stella più bella di te». O al rapido saluto di un’antifona: «Vale, o valde decora». 

O alle allusioni liturgiche del Tota pulchra.

Tutta bella sei, o Maria. Sei splendida, cioè, nell’anima e nel corpo!

Essa però, la teologia, non va oltre. Non si sbilancia. Tace sulla bellezza umana di Maria.

Forse per pudore. Forse perché paga di aver speso tutto speculando sul fascino soprannaturale di lei.

Forse perché debitrice a diffidenze non ancora superate circa la funzione salvifica del corpo.

Forse perché preoccupata di ridurre l'incanto di lei a dimensioni naturalistiche, o timorosa di dover pagare il dazio ai miti dell’eterno femminile.

Eppure, non dovrebbe essere difficile trovare nel Vangelo la spia rivelatrice della bellezza corporea di Maria.

C'è una parola greca molto importante, carica di significati misteriosi che non sono stati ancora per intero esplicitati.

Questa parola, che fonda sostanzialmente tutta la serie dei privilegi soprannaturali della fanciulla di Nazaret, risuona nel saluto dell'angelo: «Kecharitomène». Viene tradotta con l'espressione «Piena di grazia».

Ma non potrebbe trovare il suo equivalente in "graziosissima", con allusioni evidenti anche all'incantevole splendore del volto umano di lei?

Credo proprio di sì. E senza forzature.

Così come senza forzature Paolo VI, in un celebre discorso del 1975, ha avuto l'ardire di parlare per la prima volta di Maria come «la donna vestita di sole, nella quale i raggi purissimi della bellezza umana s’incontrano con quelli sovrumani, ma accessibili, della bellezza soprannaturale».

Santa Maria, donna bellissima, attraverso te vogliamo ringraziare il Signore per il mistero della bellezza.

Egli l'ha disseminata qua e là sulla terra, perché, lungo la strada, tenga deste, nel nostro cuore di viandanti, le nostalgie insopprimibili del cielo.

La fa risplendere nella maestà delle vette innevate, nell'assorto silenzio dei boschi, nella forza furente del mare, nel brivido profumato dell’erba, nella pace della sera.

Ed è un dono che c’inebria di felicità perché, sia pure per un attimo appena, ci concede di mettere lo sguardo nelle feritoie fugaci che danno sull’eterno.

La fa rifulgere nelle lacrime di un bambino, nell’armonia del corpo di una donna, nell'incanto degli occhi suoi ridenti e fuggitivi, nel bianco tremore dei vegliardi, nella tacita apparizione di una canoa che scivola sul fiume, nel fremito delle magliette colorate dei corridori che passano veloci in un’alba di maggio. Ed è un dono che ci dispera perché, come ha detto qualcuno, questa ricchezza si gioca e si perde al tavolo verde del tempo.

Santa Maria, donna bellissima, splendida come un plenilunio di primavera, riconciliaci con la bellezza.

Santa Maria, donna bellissima, facci comprendere che sarà la bellezza a salvare il mondo.

                                                                                               don Tonino Bello

misericordia 1

Misericordia/Compassione

Cuore per i miseri / la miseria come chiave che apre il cuore / capacità/bisogno/tendenza a riversare l’amore su chi non ha/non è

Non un dovere, ma un bisogno/diritto di rispondere alla miseria

Francesco ripete che la Chiesa non è una ONG: che riversa sull’altro quanto è necessario (se può e fin dove può). Perché dice questo? E invita ad essere “misericordiosi come il Padre?

La misericordia non ammette un dislivello dall’alto in basso, né una distanza attraverso cui passa qualcosa da uno che può a un altro che non può

Nella misericordia è per essenza presente il cuore: è amore caldo, relazione totale: non è solo dono, ma perdono, condono, partecipazione, assunzione dell’altro nella sua situazione di miseria.

Dio non è misericordioso: Dio è Amore, Dio è Misericordia. Il suo stesso essere è Amore/Misericordia. Un amore, cioè, che si espande ad includere, assumere, portare nel suo intimo il misero.

Dio, infatti, non dona dall’alto, non rimane lontano: si fa uomo, assume in sé l’umanità.

Gesù è Dio-misericordia: è Uno di Dio, ed è uno di noi.

Per prendere l’uomo e inserirlo nel cuore di Dio, si è messo sotto il nostro giogo di tentazione, ha preso su di sé il nostro peccato -noi peccatori- immergendolo nel perdono della sua Pasqua di morte e resurrezione.

Il Cuore di Gesù! Il Cuore di Dio: espressione massima e per noi “comprensibile” di Dio. Fatto sensibile e alla portata della nostra esperienza.

Donne di compassione (in inglese non esiste altro termine per la misericordia: compasion!), donne di comunione, donne di riconciliazione.

misericordia 2

 

È solo una serie di spunti, per invitare a una condivisione. Potremmo prepararci a celebrare la festa del Sacro Cuore -la nostra festa- condividendo le nostre idee, pensieri, esperienze spirituali e di vita sul tema della misericordia e farne la “nostra comprension”e del Giubileo che Papa Francesco ci sta proponendo.

                  Che ne pensate?

Quante vogliono iniziare questa condivisione, personalmente o come comunità, possono aggiungere il loro contributo in questa pagina, nello spazio dove invita “aggiungi un commento”. Sarebbe bello poter mettere insieme il “nostro” modo di intendere e vivere la misericordia!

 

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